Arriva il Nucleare …. e tutti zitti a guardare?
Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge approvata oggi al Senato in merito ai piani per lo sviluppo, il governo deve adottare uno o più decreti legislativi per la localizzazione sul territorio nazionale degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi. Il testo prevede misure compensative in favore delle popolazioni interessate. Questa è una notizia di una gravità assoluta, che passa in sordina durante il bombardamento mediatico sul G8 e sulle libertine vicende private del nostro primo ministro. Il ddl è stato votato a maggioranza 154 favorevoli, un contrario, un astenuto e tanti della sinistra sinistrata fuori nel tentativo ufficiale di far mancare il numero legale, ma molto probabilmente per non mettere troppo in evidenza una ulteriore ennesima diversità di vedute all’interno del principale partito di opposizione. Quelli che dovrebbero essere i nostri rappresentanti al Parlamento ed al Senato non sono più nemmeno in grado di difendere, con posizioni chiare ed inequivocabili, quello che i cittadini hanno scelto e deciso attraverso il referendum.
Avviare oggi un programma di sviluppo nucleare in Italia, è quanto di più strategicamente illogico e svantaggioso si possa immaginare, una scelta che oltre agli interessi economici delle lobby interessate non guarda in maniera organica ad un programma di sviluppo nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente… Bisogna tenere conto che saranno necessari enormi finanziamenti pubblici, che si ripercuoteranno sul costo delle attuali bollette energetiche ed in generale in un aumento della pressione fiscale sui cittadini.
Bisogna tenere conto di una ancora enorme insicurezza intrinseca di tutta la filiera tecnologica, legata alla difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, alla stretta connessione tra nucleare civile e militare, all’esposizione ad atti di terrorismo. Bisogna tenere conto che i combustibili nucleari sono destinati ad esaurisi a breve, esattamente come il petrolio, e che il loro costo in previsione di questo è destinato ad aumentare esponenzialmente nel giro dei prossimi 10 anni (proprio l’arco di tempo necessario a costruire e rendere operativa una nuova centrale)
- Bisogna tenere conto che tutto questo determinerà un ulteriore aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri.
- Bisogna tenere conto che l’Italia non è ancora in grado di gestire in sicurezza la spazzatura ordinaria
- 1930 scienziati italiani hanno firmato un appello contro il rilancio di un piano nucleare, un appello inizialmente indirizzato al governo Prodi e oggi a quello Berlusconi, un appello che a quanto sembra è rimasto completamente inascoltato, probabilmente visti i tempi sarebbe più efficace un appello firmato da veline, menestrelli e saltimbanchi.
Sostiene Rubbia (premio Nobel per la Fisica)
C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si
potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”. “I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore
che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.
100 anni fa Giacomo Ciamician Professore di Chimca all’ Università di Bologna “Il problema dell’impiego dell’energia raggiante del Sole si impone e s’imporrà anche maggiormente in seguito. Quando un tale sogno fosse realizzato, le industrie sarebbero ricondotte ad un ciclo perfetto, a macchine che produrrebbero lavoro colla forza della luce del giorno,
che non costa niente e non paga tasse!”.
… ed è forse questo il motivo per cui ci si ostina a perseguire soluzioni pericolose, costose ed assolutamente non definitive (NdR)
(per approfondimenti vedi un altro mio articolo di qualche mese fa)
Claudio Santi


Siti Web facili da aggiornare, economici ma professionali... a soli 570 euro +Iva >>>
Beh non proprio tutti zitti!!! le vie dellas salute ha pubblicato recentemente due articoli:
VIA LIBERA AL NUCLEARE IN ITALIA di Vincenzo De Blasi [ apri e leggi l'articolo ]
e
IL FAR-WEST NUCLEARE E’ INEVITABILE SE NON RINUNCIAMO ALLE LOGICHE DELLA
POTENZA ED ALLE TECNOLOGIE AD ESSA ISPIRATE di Alfonso Navarra, già attivista del campo contro i missili Cruise a Comiso.
per leggere questi articoli http://www.leviedellasalute.com poi cliccare sulla sezione società.