Contributo per la stesura del Nuovo Piano di Risanamento e Mantenimento della Qualità dell’Aria della Regione Umbria

Gli autori del “Rapporto Preliminare del Piano di Risanamento e Mantenimento della Qualità dell’Aria” hanno suddiviso  la regione Umbria in tre aree omogenee a seconda della qualità dell’aria: zona di valle, Zona della conca ternana e zona collinare e montuosa. Di queste, le prime due sono le più critiche nei riguardi della qualità dell’aria: la zona di valle risente degli impianti di riscaldamento delle abitazioni e del traffico automobilistico, la zona della conca ternana somma alle emissioni dovute al traffico automobilistico e al riscaldamento, quelle dovute agli insediamenti produttivi a carattere industriale. Il rapporto preliminare evidenzia che le principali fonti di inquinamento dell’aria sono i mezzi di trasporto, il riscaldamento domestico e le attività industriali. Per ovvie ragioni il piano dovrà normare anche le emissioni dovute alla produzione/consumo di energia, una costante di tutte le attività industriali. Il nuovo piano  dovrà quindi integrarsi coi piani regionali energetico, urbanistico e di trasporto e costituire un punto di riferimento per la stesura dei loro aggiornamenti.

Le pagine seguenti riassumono i principali obiettivi e azioni che il Movimento Perugia Civica suggerisce di includere nel prossimo Piano di Risanamento e Mantenimento della Qualità dell’Aria.

Perugia, Agosto 2011


Misure per il contenimento delle emissioni inquinanti causato dai mezzi di Trasporto Privati

La situazione attuale:

L’Umbria è tra le regioni d’Italia col più alto indice di motorizzazione1 (67 autoveicoli/100ab). Tale dato, che sembra in contrasto con la relativamente bassa densità di popolazione, si spiega considerando la tendenza, tutt’ora in atto, ad una urbanizzazione diffusa e poco concentrata nei centri urbani unita ad un trasporto pubblico non sempre efficiente che spinge ad un uso massiccio del mezzo privato per spostamenti di piccola/media lunghezza. Le grandi capitali nord europee hanno attenuato notevolmente  l’inquinamento causato dalle automobili dotando le aree urbane di sistemi di trasporto pubblico molto efficienti.  Tuttavia, la relativa bassa densità di popolazione dei centri urbani umbri non offre un bacino di utenza  tale da sostenere i costi di una fitta rete di trasporto pubblico, che rimane pertanto il mezzo di trasporto obbligato solo per chi non ha l’auto privata: studenti, extracomunitari, anziani.

Le proposte:

Per limitare questo tipo di inquinamento atmosferico proponiamo una serie di interventi di breve e di lunga durata che tengono conto delle specificità regionali: Nell’immediato  suggeriamo di scoraggiare l’uso delle auto private, in particolare quelle di grossa cilindrata, per i percorsi prevalentemente urbani e suburbani per favorire invece la pedonalità, l’uso della bicicletta, l’uso di mezzi di trasporto pubblico e infine l’uso di mezzi privati il meno inquinanti possibile. Nel lungo periodo crediamo sia necessario intervenire sui piani regolatori in modo da invertire la tendenza al modello della città diffusa per tornare al modello della città compatta, estremamente meno inquinante e meno onerosa per gli enti locali in termini di erogazione di servizi pubblici. Infine, riteniamo che sia necessario rifunzionalizzare la rete ferroviaria regionale per alleviare i centri urbani dall’ulteriore carico automobilistico dovuto al pendolarismo intra-regionale. Riteniamo necessario affrontare uno studio per verificare la sostenibilità economica della trasformazione  dell’attuale tracciato ferroviario in un moderno sistema metropolitano sul modello del tram-treno. E’ possibile infatti che il bacino di utenza su scala regionale possa garantire una maggiore sostenibilità economica rispetto a progetti di mobilità alternativa realizzati su scala sub-urbana (minimetrò di Perugia).

Obiettivo di breve periodo azione
Favorire la pedonalità
  • Obbligare i Comuni con appositi dispositivi di legge a rivedere e rifunzionalizzare tutta la rete di marciapiedi urbani nonché abbattere tutte le barriere architettoniche
Favorire l’uso della bicicletta
  • Realizzare una fitta rete di piste ciclabili nelle sedi stradali esistenti delle aree urbane pianeggianti. Devono essere collegati i centri di interesse (scuole, negozi, centri ricreativi) con le zone residenziali.
  • Rendere possibile il trasporto di bici sui treni e autolinee regionali.
  • Promuovere una campagna informativa volta a favore l’uso quotidiano della bicicletta che ne illustri i benefici in termini di risparmio, benessere fisico e inquinamento.
Favorire l’uso dei mezzi di trasporto pubblico
  • Infittire le linee di autobus a servizio dei centri di interesse
  • prevedere  riduzioni sul costo dei titoli di viaggio per chi sceglie abitualmente il mezzo pubblico.
  • Favorire un dialogo costante tra i cittadini e gli erogatori del servizio di mobilità pubblica per raccogliere i suggerimenti e migliorare l’efficienza.
Scoraggiare in aree urbane e suburbane la circolazione di mezzi privati ingombranti e di elevata cilindrata.
  • Individuare nelle aree urbane e suburbane più congestionate  zone dove sia  fortemente penalizzata la circolazione di autovetture di alta potenza.
Obiettivi di lungo periodo Azione
Diminuire la necessità di trasporto
  • Impedire, con appositi dispositivi di legge, la realizzazione di grandi centri commerciali e/o di servizio situati in zone periferiche non servite dal trasporto pubblico. Favorire al contrario, l’apertura di piccole attività commerciali nei centri abitati.
  • Programmare il trasferimento di uffici, scuole, agenzie di servizi, ospedali ecc. in zone urbane piuttosto che in zone periferiche isolate dal contesto urbano residenziale.
Scoraggiare l’urbanizzazione diffusa e favorire la compattezza delle città
  • Bloccare l’urbanizzazione in zone periferiche mediante restrizioni non derogabili dei piani regolatori.
  • Istituire un sistema di tassazione dei sevizi urbani (illuminazione pubblica, raccolta rifiuti, allaccio fognatura e manutenzione stradale) proporzionale alla distanza dai centri urbani compatti.
Spostare il pendolarismo intra-regionale su ferrovia
  • Trasformare, verificata la sostenibilità economica, la rete ferroviaria regionale in una moderna metropolitana di superficie


Misure per il contenimento delle emissioni inquinanti causato dal riscaldamento domestico

La situazione attuale:

Gli impianti di riscaldamento domestico sono alimentati con combustibili di origine fossile (metano, GPL, Gasolio), e combustibili di origine vegetale (legna, cippato, pellet). Se non si tiene conto della produzione del gas climalterante CO2 che l’uso dei combustibili fossili comporta, il metano è quello in assoluto più pulito, le cui emissioni inquinanti in termini di particolato PM10, PM2.5, ossidi di azoto e zolfo, metalli sono quasi nulle. Al contrario i combustibili fossili liquidi e soprattutto quelli di origine vegetale (legno, cippato e pellet), sono nettamente peggiori  per le abbondanti  emissioni inquinanti che provocano, specialmente gli ultimi se la combustione avviene nei tradizionali camini in condizioni di temperatura e umidità non controllate.

Le proposte:

Riteniamo che per conseguire il duplice obiettivo di limitare le emissioni inquinanti e limitare le emissioni di gas climalteranti provocate dai sistemi di riscaldamento domestico si debba agire su due fronti: da un lato incentivare l’uso del metano, dall’altro minimizzarne i consumi con una serie di misure volte a limitare lo spreco di combustibile e la dispersione di calore.

obiettivo Azione
Favorire, nei centri abitati, l’uso di metano per il riscaldamento domestico e limitare l’uso di combustibili vegetali
  • Incentivare mediante sgravi fiscali la sostituzione di caldaie obsolete con nuove caldaie a gas metano dotate di tecnologie che massimizzano l’efficienza di recupero del calore di combustione
  • Vietare nei centri abitati l’istallazione di caldaie a biomasse vegetali (pellet, cippato, legna)
  • Istituire una “tassa ecologica” sull’acquisto di legna destinata ad ardere nei camini situati nei centri abitati.
Limitare la perdita di calore degli edifici incentivare mediante sgravi fiscali la riqualificazione energetica degli edifici privati per limitare la dispersione termica
Limitare l’uso dei combustibili favorire l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria


Misure per il monitoraggio della qualità dell’aria

indicazioni

Tra gli obiettivi indiretti del piano dovrebbe essere compresa anche la riduzione di patologie correlabili all’esposizione di determinati agenti inquinanti. Riteniamo pertanto che i dati prodotti dalla rete di monitoraggio regionale debbano essere correlati con i dati della distribuzione geografica delle patologie respiratorie e allergie, nonché dati con i dati raccolti nel registro tumori.

Ciò al fine di avere anche una misura indiretta della qualità dell’aria e soprattutto verificare nel tempo gli effetti dell’applicazione del piano.


Misure per il contenimento di emissioni inquinanti dovute alla Produzione/consumo di Energia

La situazione attuale:

Anche se l’Umbria si è data un obbiettivo minimo, da raggiungere entro il 2020,di circa il 20%di produzione di energia da fonti rinnovabili, è verosimile che l’attuale e futura richiesta di energia da parte dell’industria e dei residenti umbri sarà ancora soddisfatta in gran parte attraverso lo sfruttamento di combustibili fossili (metano, olio combustibile, carbone, pet- coke, lignite) e solo marginalmente tramite lo sfruttamento di fonti rinnovabili (solare, idroelettrico, eolico, biomasse).

E’ noto che i combustibili fossili, a parità di energia prodotta, sono caratterizzati tutti da una simile produzione di CO2, ma una diversa produzione di altre emissioni inquinanti come PM10 e PM2.5, NO2, SO2, CO, Benzene, IPA e metalli pesanti. Il combustibile fossile più pulito è sicuramente il gas naturale (metano) le cui emissioni di inquinanti sono quasi nulle, mentre i più “sporchi” sono sicuramente quelli solidi, come carbone, pet-coke, lignite e rifiuti. Una posizione intermedia la occupano combustibili liquidi come olio combustibile, gasolio e nafta il cui livello di inquinamento dipende molto anche dal dispositivo che ne fa uso.

Per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili le uniche forme che attualmente hanno un rendimento energetico interessante (EROEI nettamente positivo) e che non causano emissioni inquinanti sono  l’energia idroelettrica,  eolica e ll’energia solare (fotovoltaica, termica e termodinamica)2. Al contrario la produzione di energia attraverso lo sfruttamento delle biomasse (per combustione diretta, produzione di biogas, produzione di biodiesel o bioetanolo) è un processo fortemente inquinante. Lo sfruttamento delle biomasse soffre anche del difetto ineliminabile della relativamente bassa efficienza energetica legata, in ultima analisi, alla bassissima efficienza energetica della fotosintesi, la quale è bene ricordare, è in grado di convertire in energia chimica solo l’1-2% dell’energia solare ricevuta2.

Le proposte:

Nel campo della produzione/consumo dell’energia da combustibile fossile, con l’obiettivo di limitare le emissioni inquinanti, è necessario utilizzare il meno inquinante (metano). Riteniamo quindi che vada incentivata fortemente la conversione delle centrali a carbone/lignite/olio combustibile in centrali a gas metano. Tra l’altro sembra che i sistemi di sequestro della CO2 nelle centrali energetiche stiano passando dalla fase sperimentale a quella applicativa rendendo finalmente reale l’obiettivo di centrali a emissioni zero3. Per quanto riguarda l’utilizzo dei rifiuti come combustibile a fini energetici , i limiti di efficienza energetica imposti dalla recente la direttiva europea “rifiuti” rendono antieconomico il processo che va quindi abolito dal panorama delle possibilità.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili riteniamo che esse vadano fortemente  incentivate per limitare sempre più la dipendenza dalle fonti fossili soprattutto per ritardare il prevedibile  esaurimento delle risorse oltre che per i problemi legati alle emissioni di gas serra CO2. Tuttavia le varie fonti rinnovabili non possono essere messe tutte sullo stesso piano in quanto a rendimento ed emissioni inquinanti. Ciò significa che non si devono erogare sussidi “a pioggia” che non tengono in considerazione i reali vantaggi pubblici in termini di produzione di energia e di contenimento delle emissioni inquinanti. Allo stato attuale delle conoscenze le fonti rinnovabili con il rendimento più elevato e meno inquinanti sono il solare fotovoltaico, solare termico e solare termodinamico, oltre all’idroelettrico ed eolico.  Per quanto riguarda i sistemi fotovoltaici riteniamo che essi debbano essere installati prevalentemente sugli edifici e che non devono togliere spazi destinati alla produzione di alimenti o modificare il paesaggio. Questo per non incorrere in squilibri agronomici e non dovere un domani essere costretti ad  importare alimenti, con maggiore inquinamento e consumo di energia. Infine, a nostro avviso la produzione di energia dalle biomasse deve occupare un ruolo marginale in quanto inquinante e intrinsecamente poco efficiente, e basarsi esclusivamente sul recupero di energia da scarti vegetali delle lavorazioni agricole locali.

Infine,  per limitare le emissioni di CO2 si deve ricorrere ad un aumento dell’efficienza energetica, sia in fase di produzione che in fase di consumo/distribuzione di energia. Entrambi gli obiettivi concorrono ad una minore richiesta di energia con tutti i benefici che ne conseguono in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e di CO2.

In fase di produzione devono essere attuate le migliori tecnologie per estrarre maggiore energia dalla stessa quantità di materia prima. Questo obiettivo può essere raggiunto imponendo ai produttori di energia norme sempre più stringenti in termini di efficienza con vincoli legislativi graduati nel tempo e promuovendo la conversione di centrali obsolete in centrali più moderne.

In fase di impiego deve essere incentivato l’uso di dispositivi che consumano meno energia. Questo obiettivo può essere raggiunto imponendo la produzione di dispositivi più efficienti e contemporaneamente attuando una diffusa informazione per i consumatori sui risparmi economici che possono essere conseguiti acquistando un dispositivo piuttosto che un altro.

Obiettivo Azione
Produrre energia da fonti fossili con basse emissioni inquinanti.
  • promuovere la conversione delle centrali a carbone/lignite/olio combustibile in centrali a gas naturale (metano)
  • promuovere la cogenerazione termica/elettrica.
Produrre energia da fonti rinnovabili con basse emissioni inquinanti e maggiore efficienza.
  • Non erogare incentivi a pioggia alle rinnovabili ma sulla base di  una gerarchia che tenga conto sia del miglior rendimento energetico che del minor impatto ambientale di ciascuna tecnologia.
  • Limitare la produzione di energia da biomasse costituite esclusivamente da scarti vegetali prodotti localmente.
  • limitare la diffusione in area agricola di impianti fotovoltaici a terra
  • co-finanziare progetti di ricerca che puntino a superare i limiti attuali delle energie rinnovabili dando priorità allo sviluppo di tecnologie con maggiori potenzialità di raggiungere risultati radicali
Diminuire la richiesta di energia e di conseguenza le emissioni inquinanti e di gas climalteranti.
  • Migliorare l’efficienza energetica dei sistemi produttivi introducendo degli obiettivi minimi obbligatori graduati nel tempo
  • imporre la produzione di dispositivi più efficienti
  • promuovere una informazione per i consumatori sui risparmi che possono essere conseguiti acquistando un dispositivi energeticamente più efficienti

Note:

1) rapporto Euromobility 2010

2) Leonardo Maugeri, “con tutta l’energia possibile” Sperling & Kupfer 2008

3) ENEA – Report RSE/2009/22: “Produzione sostenibile di energia elettrica da combustibili fossili: obiettivo zero emission – Le tecnologie CCS (Carbon Capture & Storage), G. Girardi, S. Giammartini, A. Calabrò, P. Deiana

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