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	<title>Comments on: Il “movente” del nodo di Perugia</title>
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	<description>aria nuova in città</description>
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		<title>By: Angela Cataliotti</title>
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		<dc:creator>Angela Cataliotti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 10:15:30 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che fra i cittadini sia sempre più diffusa la consapevolezza che un&#039;altra economia è non solo possibile ma obbligatoria. Che il modello economico basato sul consumo delle risorse ad un ritmo molto più veloce di quello con cui queste possono rigenerarsi stia mostrando drammaticamente i suoi limiti, il primo dei quali è quello di reggersi sul predominio del nord sul sud del mondo. Mi sorprende a tal proposito che i giovani esponenti della classe politica che amministra la nostra città non siano stati in 
grado,al di la della propoaganda elettorale, di recepire questa indicazione. Non si tratta di rifiutare lo sviluppo economico ma di orientarlo, anche sostenendo investimenti in ricerca e tecnologia, nella direzione del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili, del contenimento dei rifiuti e nel loro riutilizzo, della tutela del paesaggio e della cultura. E&#039; una scelta non facile, che potrebbe essere percepita come una minaccia da alcuni settori dell&#039;economia locale, ma questa è la sfida a cui gli  elettori hanno chiamato la nuova giunta, che si era proposta nel segno della discontinuità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che fra i cittadini sia sempre più diffusa la consapevolezza che un&#8217;altra economia è non solo possibile ma obbligatoria. Che il modello economico basato sul consumo delle risorse ad un ritmo molto più veloce di quello con cui queste possono rigenerarsi stia mostrando drammaticamente i suoi limiti, il primo dei quali è quello di reggersi sul predominio del nord sul sud del mondo. Mi sorprende a tal proposito che i giovani esponenti della classe politica che amministra la nostra città non siano stati in<br />
grado,al di la della propoaganda elettorale, di recepire questa indicazione. Non si tratta di rifiutare lo sviluppo economico ma di orientarlo, anche sostenendo investimenti in ricerca e tecnologia, nella direzione del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili, del contenimento dei rifiuti e nel loro riutilizzo, della tutela del paesaggio e della cultura. E&#8217; una scelta non facile, che potrebbe essere percepita come una minaccia da alcuni settori dell&#8217;economia locale, ma questa è la sfida a cui gli  elettori hanno chiamato la nuova giunta, che si era proposta nel segno della discontinuità.</p>
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