Il motore senza diritti: Studenti e Lavoratori Precari
Sempre più frequentemente questa campagna elettorale sta portando alla ribalta il concetto di Università come principale industria del territorio comunale e probabilmentedell’intera regione. Tecnicamente trovo che questa sia una affermazione sacrosanta, e porre l’Ateneo al centro delle attenzioni e della politica della città è sicuramente un atto dovuto. Credo tuttavia vada tenuto conto anche il motore nascosto che muove tutta l’economia intorno all’Università, e che porta nella città quel fermento vivo e giovane che caratterizza Perugia. Un motore fatto da molti studenti e molti lavoratori precari, cittadini spesso di passaggio, spesso senza diritto di voto perchè residenti altrove e dei quali noi dovremo comunque essere espressione e rappresentanza.
Gli studenti ed i precari della ricerca
- rappresentano le fasce deboli del sistema universitario
- vengono spesso considerati solo “polli da spennare” attraverso gli affitti ed i trasporti
- rappresentano spesso la parte culturalmente viva e stimolante della città
Per questo credo sia necessario ragionare e confrontarci in merito a:
A) Riordino del sistema degli affitti e della qualità degli alloggi, soprattutto nel centro della città vengono affittati locali in pessime condizioni di manutenzione a prezzi assolutamente esosi, nei quartieri più decentrati è possibile trovare collocazioni a volte a prezzi più economici ma spesso in condomini condivisi con spacciatori e prostitute.
Gli studenti ed i lavoratori precari dell’Università non possono essere trattati come turisti in transito da spennare. Le istituzioni devono dare una risposta concreta imponendo regole di locazione chiare e trasparenti, in locali che ripettino adeguati standards qualitativi e di sicurezza, nella piena tutela dei diritti degli inquilini.
B) Riordino del sistema della viabilità: il riassetto“minimetrocentrico” ha portato ad una perdita di corse urbane, con conseguente aumento delle difficoltà di spostamento in orari
non centrali soprattutto verso le periferie nonchè un indiscutibile aumento dei costi complessivi per la mobilità urbana. La trasformazione degli spazi di stazionamento nella zona universitaria in spazi a sosta a pagamento costringe studenti e lavoratori precari (che non sono autorizzati ad usufruire del parcheggio di Via Pascoli) ad una spesa che si aggira tra gli otto e i dieci euro al giorno. Ciò significa che un borsista con un assegno di 600 euro mensili se è costretto a raggiungere il posto di lavoro in auto deve mettere in conto una spesa mensile di circa 200 euro/mese solo per i parcheggi.
C) Interesse centrato sulla cultura: l’Università è non solo la più grande azienda del territorio comunale, ma deve essere considerata come il centro naturale della produzione,
dello sviluppo e della diffusione della cultura e delle conoscenze. E’ necessaria una attenta ed effettiva valorizzazione degli aspetti culturali legati al mondo accademico, scambi internazionali, seminari, congressi, mostre, workshop favorendo l’accesso a sale conferenza ed aree espositive e predisponendo un sistema di ospitalità facilmente fruibile e decoroso per brevi e medie permanenze (ostelli e studentati).
La città deve essere pronta a fornire ai suoi cittadini una offerta culturale variegata attraente e stimolante e non solo stagionali sagre del consumismo ad uso e consumo delle multinazionali, un offerta culturale alla portata anche delle disponibilità economiche di studenti e lavoratori precari.
Claudio Santi


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