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Programma 06/2009

PROGRAMMA Elezioni Comunali di Giugno 2009 - apri e stampa il programma in formato .pdf

Perugia Civica, tra le liste che entrano nella coalizione di centro sinistra presenta un programma indipendente. Il senso di questa scelta è anche il motivo che ha spinto la nascita di questa lista civica: l’atteggiamento critico nei confronti dell’amministrazione della città in questi ultimi anni.

Abbiamo riscontrato carenze di trasparenza e partecipazione relativamente alla gestione della cosa pubblica, sia riguardo la realizzazione di grandi opere sia nella amministrazione degli spazi civici, culturali, commerciali.
Quindi Trasparenza e Partecipazione sono il tema portante del nostro programma attraverso il quale intendiamo riportare il dibattito cittadino dal “palazzo” alla città, ossia nei suoi quartieri, nelle sue piazze fin dentro le case.
Troppe volte infatti i cittadini si sono mobilitati per dire un deciso NO contro decisioni già prese, ma il nostro programma prevede soprattutto dei SI, un insieme di proposte per un nuovo modo di formulare le scelte di politica locale.

La Partecipazione è una risorsa da recuperare

Cosa intendiamo
• acquisire consapevolezza e responsabilità da parte dei cittadini circa la natura dei problemi in gioco, la legittimità delle istanze/aspirazioni proprie e altrui
• dare rappresentanza ai bisogni di tutti e non solo dei pochi attori/interessi forti
• dare voce ai saperi di cui i singoli cittadini e i gruppi sono portatori
• esplicitare, far interagire e governare i legittimi conflitti di interesse/uso delle risorse/uso del territorio
• pervenire a scelte condivise capaci di orientare l’azione di tutti verso un progetto comune, valorizzando le molte risorse presenti e le sinergie possibili
• garantire all’azione pubblica il perseguimento del bene comune, in modo congruente con una visione sistemica dei territori e degli interessi in gioco
• definire le priorità da privilegiare nella formazione dell’agenda politica
• tutelare l’azione della pubblica amministrazione

Qual è la situazione
• mai se ne è parlato tanto, mai se ne è praticata così poca
• l’invenzione della partecipazione “passiva” ovvero quando il rito uccide la prassi ovvero l’insostenibilità (anche lessicale) della “conferenza partecipativa”
• partecipazione significa operare scelte condivise ex-ante, non “condividere” ex-post scelte operate
• il perseguimento della partecipazione non è compatibile con lo svilimento di ruoli e funzioni del consiglio comunale
• sindaco o podestà? il decisionismo e la deriva dei linguaggi (culturali) della politica
• le miserie dei partiti politici, tra strumento finalizzato al perseguimento di obiettivi individualistici (anche per conto terzi) e strumento di formazione top-down (e coatto) del consenso
• l’inibizione/frustrazione di ogni aspirazione individuale/collettiva tesa a contribuire al perseguimento dell’interesse collettivo
• assecondare l’associazionismo per contrastare la sua trasformazione in capitale sociale (..“a Perugia non c’è spazio per liste civiche”)

Quali obiettivi ci prefiggiamo e attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli
• la domanda di partecipazione è una risorsa da stimolare/assecondare/sviluppare, chiunque ne sia il portatore: individui – gruppi – saperi esperti
• stimolare la trasformazione dell’associazionismo in soggetto attivo capace di garantire rappresentanza ai bisogni di individui e gruppi
• valorizzare la crescente domanda di partecipazione espressa da soggetti aggregati dalla volontà di ri-costruire le identità territoriali
• mettere in rete/a sistema le molteplici iniziative locali
• recuperare (previa reinterpretazione e ri-funzionalizzazione) il ruolo svolto in passato dai c.v.a. (“centri di vita associata”)
• riappropriazione dell’uso collettivo degli spazi pubblici gestiti con logiche privatistiche (Auditrium S. Cecilia, molti c.v.a.)
• abolire l’istituto della “conferenza partecipativa”
• rivedere sostanzialmente le forme d’uso degli strumenti finalizzati a stimolare la partecipazione: agenda21, …
• ri-funzionalizzare le circoscrizioni: non sono un problema di ingegneria istituzionale; sono prima di tutto luoghi di partecipazione


Trasparenza è garantire sempre, comunque e a tutti il pieno accesso alle informazioni relative alla gestione della cosa pubblica

Cosa intendiamo
• è un dovere nella gestione della cosa pubblica
• è un diritto di ogni cittadino
• è pre-condizione di ogni forma di partecipazione
• è garanzia di legalità
• è una forma di auto-tutela della p.a.

Qual è la situazione
• è difficile avere accesso anche alle informazioni basilari e dovute (esempio: nell’accesso agli atti)
• le tecnologie dell’informazione vengono usate in modo distorto, selettivo e abusando dell’assenza di memoria consentito dalla tecnologia
• la massiccia introduzione di assetti “privatistici” nella gestione della cosa pubblica fornisce sempre più l’alibi per ridurre sia la trasparenza nei processi decisionali che la libera e piena circolazione dell’informazione
• anche quando l’informazione viene fornita è invalsa la strategia di fornirla in modo:
– incompleto: le sintesi, le relazioni introduttive – sempre più configurate come apparati retorico-giustificativi di scelte fatte
aprioristicamente
– tardivo: i materiali (pochi, scarsi e incompleti) vengono forniti contestualmente alla discussione, svilendo così ogni forma
di dibattito

Quali obiettivi ci prefiggiamo
• acquisire consapevolezza e responsabilità da parte dei cittadini circa la natura dei problemi in gioco, la legittimità delle istanze/aspirazioni proprie e altrui,
• dare rappresentanza ai bisogni di tutti e non solo dei pochi attori/interessi forti
• dare voce ai saperi  di cui i singoli cittadini e i gruppi sono portatori
• esplicitare, far interagire e governare i legittimi conflitti di interesse/uso delle risorse/uso del territorio
• pervenire a scelte condivise capaci di orientare l’azione di tutti verso un progetto comune, valorizzando le molte risorse presenti e le sinergie possibili
• garantire all’azione pubblica il perseguimento del bene comune, in modo congruente con una visione sistemica dei territori e degli interessi in gioco
• definire le priorità da privilegiare nella formazione dell’agenda politica
• tutelare l’azione della pubblica amministrazione

Attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli
• garantire sempre, comunque e a tutti il pieno accesso alle informazioni relative alla gestione della cosa pubblica
• introdurre il principio secondo il quale la partecipazione pubblica in società e organizzazioni anche di natura privatistica è subordinata all’accettazione da parte di queste del regime di trasparenza previsto per gli enti pubblici
• valorizzare pienamente le enormi potenzialità delle moderne tecnologie dell’informazione nella produzione/diffusione (flusso) e nella conservazione (stock) dell’informazione
• privilegiare il software libero e comunque vietare tassativamente il ricorso a sistemi/packages informativi capaci di indurre forme di dipendenza nella p.a. e posizioni di dominanza del fornitore
• riformare profondamente mediante l’informatizzazione la “macchina amministrativa” secondo un progetto organico, articolato e sistematico
• rimuovere ogni vincolo (compresa l’adesione a compagini societarie, siano pure a capitale pubblico) che inibisca il pieno, rapido ed economico perseguimento di questi obiettivi


Creare valide alternative di mobilità collettiva

Cosa intendiamo
• contrastare l’espansione della mobilità individuale creando valide alternative di mobilità pubblica collettiva.

Qual è la situazione
Collocazione dei luoghi di attrazione in modo dispersivo e senza tener conto dei mezzi pubblici esistenti.
Dispersione dell’abitato sul territorio, separazione dalle aree produttive e di sviluppo.
Ingenti investimenti in opere a favore del traffico automobilistico (rotonde, asfaltatura, ecc.).
Nessuna trasparenza sul senso della rilevazione automatica delle infrazioni (es. T-red), con conseguente onda di rifiuto della rilevazione stessa (cavalcata demagogicamente).
Ingenti investimenti in opere di mobilità alternativa non supportate da adeguate prospettive di utilizzo (minimetrò con percorso lontano dalle aree di concentrazione urbana).
Le scelte operate (ed i relativi costi) non hanno:
- fermato l’abbandono del centro storico
- migliorato la pedonalità
- realizzato un piano per ciclabilità in pianura (ove risiede l’80% dei perugini)
- realizzato l’accessibilità ciclopedonale alle stazioni ferroviarie
- aumentato l’uso del mezzo pubblico (che al contrario continua a contrarsi).

Quali obiettivi ci prefiggiamo
• Ridurre il più possibile gli spostamenti per le funzioni principali (scuola, lavoro, spesa, relazioni).
• Facilitare gli incontri tra persone.
• Creare spazi pubblici e centri di aggregazione locale, per esercitare localmente le funzioni civiche e culturali.

Attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli

• Condizionare – su piano regolatore – ogni nuovo insediamento alla presenza di mezzi pubblici e alla possibilità di realizzare collegamenti ciclo-pedonali.
• Prevedere per ogni nuovo insediamento la presenza di molte diverse funzioni, ponendo al centro gli spazi pubblici e i servizi e, in collegamento con essi, le strutture commerciali e produttive, sul modello della “piazza”.
• Avvio di un piano di opere ciclo-pedonali agevoli e a rete, di interesse comunale, centrate sui punti di attrazione di ciascun quartiere/frazione: scuola, chiesa, poste, negozi, cva, nodi, trasporti pubblici, ecc.; dotazione dei percorsi con strutture di sosta e incontro (panchine, angoli di conversazione).
• Oggi gran parte della popolazione di Perugia vive in pianura ed è dunque necessario realizzare un vasto programma di piste ciclabili all’interno e tra centri abitati.
• Realizzazione di passerelle ciclo-pedonali sul Tevere, specie in collegamento con le stazioni ferroviarie.
• Qualificazione dei servizi ferroviari: investimento sull’utilizzo delle linee ferrate esistenti per i collegamenti urbani; politica di informazione e di denuncia delle resistenze politiche e burocratiche all’estensione dell’utilizzo della ferrovia.
• Blocco della spesa per strade e opere a favore del traffico privato; programma di manutenzione oculata della superficie asfaltata, per ridurre i pericoli (buche) senza procedere ad asfaltature generalizzate.
• Blocco della spesa per grandi opere pedonali meccanizzate, ad eccezione di piccole opere locali mirate (ad es. tappeto mobile tra ospedale e stazione di S. Sisto).
• Avvio e progressiva estensione di esperienze di pedibus o “vado a scuola con gli amici”, individuando e predisponendo percorsi pedonali casa/scuola.
• Istituzione di incentivi, borse di studio, punteggi-premio per studenti pendolari che usino i mezzi pubblici, o scolari che vanno a scuola a piedi. Forme di incentivo analoghe per lavoratori, specie nel settore pubblico.
• Il gestore della mobilità (mobility manager) del comune impegnato in progetti di facilitazione dell’accesso ciclo-pedonale agli uffici e ai servizi comunali; coordinamento coi gestori degli altri grandi enti (ove nominati) in senso analogo. Rendicontazione pubblica dell’attività del gestore della mobilità del comune.

L’agricoltura che modella il paesaggio lo preserva dal degrado

Cosa intendiamo
• Il paesaggio naturale e coltivato rappresenta un elemento rilevante di identità della nostra regione.
• Esiste un forte collegamento tra larghi strati di popolazione, specialmente anziana, e la terra.
• E’ sempre maggiore la consapevolezza, specialmente tra i giovani, dell’importanza del consumo locale e biologico.
• La presenza degli agricoltori, mediante le opere di manutenzione idrogeologica del territorio, consente di prevenire  erosione dei terreni, dilavamenti, frane, inondazioni.

Qual è la situazione
• Ambiente naturale ed agrario trattato come spazio in attesa di essere urbanizzato.
• Valorizzazione intesa solo come edificazione o urbanizzazione.
• Nessuna politica agricola comunale.
• Consumo incontrollato del territorio che si presenta frammentato tra case, capannoni, strade e rotonde.
• Elusione dei vincoli di salvaguardia dei piani sovraordinati (vedi Ptcp).
• Abbandono delle pratiche di gestione del territorio agricolo (siepi, forme, terrazzamenti…), a favore di pratiche intensive devastanti che creano erosione dei terreni, dilavamenti, frane, inondazioni.
• Invasione edilizia delle aree golenali.

Quali obiettivi ci prefiggiamo
• Tutelare l’aria che respiriamo: riduzione dell’inquinamento atmosferico
• Sistemi di produzione agricola sostenibili (agricoltura biologica e biodinamica) per la salute dell’uomo e dell’ambiente
• Riduzione dei consumi e tutela della risorsa acqua nei settori agricolo, industriale e domestico
Attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli
• Politiche di mantenimento dell’uso agricolo dei suoli (consumo zero di suolo agricolo).
• Incentivo e valorizzazione di produzioni di qualità (biologica e biodinamica).
• Creazione di centri di vendita diretta di prodotti locali (consumi km zero), a cominciare dal mercato coperto.
• Incentivi alle tecniche di manutenzione idrogeologica quali forme, siepi, terrazzamenti, alberature, uso dei terreni marginali.
• Sistema di verde urbano basato su spazi pubblici collegati da percorsi ciclo-pedonali, integrato da un lato con lo spazio agrario, dall’altro con piccoli spazi “sotto casa”  nel centro storico e nei quartieri che favoriscano la mobilità salutare e l’incontro.
• Affidamento della cura di aree verdi o spazi pubblici a gruppi associativi non esclusivi (ad es. non solo anziani ma giovani ed anziani insieme).
• Utilizzazione delle strade vicinali e interpoderali, mediante convenzioni con proprietari per uso pubblico non automobilistico, per integrare la rete ciclo-pedonale.
• Individuazione rigorosa delle aree golenali, da destinare a produzioni agricole stagionali e ortive  pregiate.

Energia e rifiuti. Cambiare i modelli di consumo: contenere, risparmiare, riciclare

Cosa intendiamo
Il problema dello sproporzionato accumulo dei rifiuti è una delle conseguenze di un modello consumistico che vede nella crescita illimitata del mercato la soluzione ai problemi economici. La prospettiva di un imminente esaurimento delle fonti energetiche fossili e l’insostenibilità per il pianeta della crescita incontrollata dei consumi ci impone di ripensare i nostri comportamenti nella direzione di:
- contenere all’origine la produzione dei rifiuti mediante un’opportuna gestione degli imballaggi
- adottare tutti gli accorgimenti per il risparmio energetico e per il riutilizzo dei materiali riciclabili
- puntare sulle fonti di energia rinnovabile

Qual è la situazione

A fronte di un’aumentata consapevolezza da parte della media dei cittadini su risparmio energetico e rifiuti e delle notevoli possibilità per le aziende di investimento in settori innovativi constatiamo il permanere di alcune criticità:
- Tutti gli edifici pubblici, a cominciare da quelli comunali, nuovi o ristrutturati, non prevedono energie rinnovabili
- Esistono solo sporadiche installazioni in punti isolati  come i parcometri
- La gestione dei rifiuti è privatistica e mirata alla produzione di utili; l’affidamento della gestione avviene in assenza di vincoli e di indirizzi forti
- La raccolta differenziata è ancora a livelli troppo bassi, mascherati con dati opinabili che sono stati smentiti dalle indagini nazionali
- I rifiuti vengono trasportati da una parte all’altra del territorio
- La politica delle discariche provoca la devastazione del territorio e l’accumulo indiscriminato di beni, altrimenti recuperabili, distrutti
- La soluzione del termovalorizzatore all’accumulo di “rifiuti” porterebbe a prospettive affaristiche per pochi e danni economici e sanitari per la collettività.

Quali obiettivi ci prefiggiamo
Creare responsabilità nel consumo delle energie e delle risorse.
• Dal sole la nostra energia! Incentivare la produzione di energia con i pannelli fotovoltaici nei settori agricolo, industriale, domestico e nelle strutture pubbliche
• Promuovere una gestione dei rifiuti rispettosa della salute e dell’ambiente : Riciclare per Riutilizzare
• Ripubblicicizzare i servizi, almeno a livello di obiettivi e indirizzi.

Attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli
• Riduzione della produzione di rifiuti con il controllo degli imballaggi in entrata e prodotti.
• Raccolta differenziata porta a porta; incentivi reali e acquisto di materie seconde.
• Immissione reale nel circuito dell’utilizzazione delle materie seconde nel ciclo produttivo.
• Opporre alla demagogia del termovalorizzatore la pratica virtuosa dell’incremento della raccolta differenziata: investire in differenziata costa meno dell’inceneritore, rende di meno alla speculazione ma molto di più alla collettività.
• Controllo del territorio riguardo alle discariche abusive.
• Promozione di tetti fotovoltaici e tetti verdi, nelle abitazioni private e negli edifici pubblici, e incentivi ai capannoni delle aree industriali.
• Rapporto con le scuole (alunni, docente, personale): rendere pubblica la bolletta della luce, del riscaldamento e dell’acqua di ogni scuola, per incentivare il risparmio (da convertire in sostegno alla scuola).
• Coinvolgimento del personale comunale sui temi del riuso/riciclo rifiuti e risparmio energetico.


Relazioni sociali e culturali: la cultura prodotta localmente sintesi unica e irripetibile delle risonanze delle culture che convivono nella città di oggi

Cosa intendiamo
Il ruolo dell’amministrazione dovrebbe essere quello di investire nella cultura come motore di crescita sociale prima che economica. Dovrebbero essere incentivate le produzioni artistiche e  artigianali locali, specialmente quelle di gruppi giovanili, anche in rete con altre città.
Il patrimonio storico-artistico della città dovrebbe rappresentare per i cittadini un elemento di identità.
Questo avveniva naturalmente nel passato, quando i cittadini abitavano i centri storici della città e delle sue frazioni. Oggi l’urbanizzazione caotica, la facilità delle comunicazioni e la tendenza delle grandi attività commerciali a rendere le proprie sedi tutte simili fanno sì che per le nuove generazioni il legame con i luoghi storici della città sia progressivamente affievolito. Il recupero di tale legame dovrebbe essere perseguito dall’amministrazione, oltre che dai singoli, per garantire continuità tra passato, presente e futuro e quindi trasmissione di cultura.
Ciò è reso possibile anche dalla presenza delle Università che dovrebbero operare a stretto contatto con il territorio pur mettendo a disposizione dello stesso le aperture derivanti dalla dimensione mondiale della comunità scientifica.

Qual è la situazione

Punti di forza
L’importante presenza dell’associazionismo, che in molte zone ha sostituito le organizzazioni tradizionali come i partiti e talvolta persino le parrocchie e si inventa nuove identità e tradizioni locali, può giocare, se adeguatamente valorizzata, un ruolo decisivo nella tenuta di un tessuto sociale che le rapide trasformazioni urbanistiche e sociali in corso rischiano di lacerare.
Abbiamo una tradizione consolidata di servizi sociali sul territorio che deve assolutamente essere preservata.

Esiste peraltro un patrimonio pubblico abbandonato o sottoutilizzato (mercato coperto, tabacchi di P. Valleceppi) che potrebbe essere ripensato come spazio socio-culturale e aggregativo.

Punti critici
La politica culturale è stata in questi ultimi anni segnata dal divario tra mega-eventi-spettacolo, indotti da grandi agenzie di promozione culturale, e una miriade confusa di piccoli eventi di carattere clientelare.
L’immagine del centro storico è stata utilizzata, alla stregua di un bene di consumo, come cartolina di sfondo per manifestazioni commerciali o iniziative promozionali o come “centro commerciale diffuso”, a detrimento delle funzioni culturali e politiche.
Mentre il centro storico perde progressivamente la funzione residenziale, la periferia priva di punti di riferimento e di aggregazione rischia di trasformarsi in un agglomerato informe di sconosciuti.
Accade, così, che molti CVA, svuotati dalla funzione originaria di luoghi della vita associata, sono ridotti esclusivamente a sedi di uffici o al più di palestre.
Si assiste, quindi, ad una netta separazione tra le generazioni, giovani e anziani, e tra immigrati e residenti. Studenti e immigrati vengono visti solo come fonte di guadagno o di fastidio e pericolo.
Anche l’associazionismo è troppo spesso gestito come clientelismo, occupazione di funzioni e separatezza.
L’industria del divertimento, nelle sue forme più varie più o meno lecite, tende ad egemonizzare per i propri fini commerciali il tempo libero delle persone a scapito di attività culturali e di aggregazione.
Le fasce giovanili, spesso più vulnerabili e meno attrezzate di strumenti di interpretazione della realtà, sono le prime vittime di tale fenomeno che vede le persone trasformarsi in consumatori.

Quali obiettivi ci prefiggiamo

• Creare spazi pubblici di ascolto e di interazione.
• Favorire l’aggregazione e l’incontro intergenerazionale e interculturale.
• Fare della cultura il motore della crescita urbana.
• Esplicitare un piano ed i criteri di accesso al sostegno ad iniziative culturali di singoli e associazioni.

Attraverso quali strumenti e quali azioni intendiamo perseguirli
• Disegnare piazze in ogni quartiere.
• De-localizzare le mega-iniziative di “consumo dell’immagine” a Pian di Massiano o in altre aree collegate da mezzi pubblici, con l’immagine del centro affidata a riproduzioni.
• Moltiplicare le funzioni, residenziale, amministrativa, culturale, politica, produttiva, dei servizi, commerciale, nel centro storico e via via nelle aree periferiche, facendole interagire.
• Differenziare la funzione commerciale dando spazio ai prodotti locali e alla relazione con la cultura locale.
• Caratterizzare la città di Perugia come città di cultura, adottando una politica culturale basata sull’interazione con le sue Università e le altre istituzioni culturali.
• Favorire attività di incontro, conoscenza e collaborazione tra giovani e anziani, studenti e residenti mediante l’affidamento della cura di piccoli spazi pubblici, come il vicolo, l’aiuola o lo spazio verde, lo spazio associativo.
• Favorire attività di collaborazione tra immigrati e residenti, sul piano culturale, organizzativo, promozionale e sul controllo del territorio, coinvolgendo le comunità straniere nei problemi di partecipazione e di sicurezza.
• Ridare vita ai Cva o a spazi pubblici analoghi con funzione di aggregazione non esclusiva.
• Garantire spazi autogestiti di incontro e di produzione culturale senza limiti di orario, realizzare spazi di incontro e angoli di conversazione, per favorire le relazioni interpersonali non organizzate.
• Organizzare spazi internet gratuiti aperti a tutti e aree wi-fi per la connessione libera.
• Sostenere gli Ecomusei esistenti nel comune ed incentivare la costituzione di analoghe iniziative di valorizzazione delle specificità locali.
• Estendere gli orari di apertura di musei e monumenti, migliorare le indicazioni e le descrizioni dei luoghi di interesse culturale presenti in città, organizzare visite guidate  e accessi agevolati per le scuole

Lavori in corso
Molti altri sono i temi dei quali intendiamo occuparci  e che, pur essendo accennati nei paragrafi precedenti, meritano di essere sviluppati in maniera autonoma. Stiamo lavorando in questa direzione:

Non una stagione di grandi opere, ma una grande stagione di opere pubbliche.
Policentrismo regionale e urbano
Contrastare la dispersione e garantire qualità urbana alle periferie
Non solo politiche specifiche per il centro storico, ma soprattutto politiche per la città
Pensare, pianificare, progettare lo spazio pubblico
Grandi corridoi naturalistici urbani – Corsi d’acqua
Università e città
Turismo
Commercio
Industria – localizzazione
Economia e infiltrazioni