Nodo di Perugia… nota a margine.
A seguito delle osservazioni sul progetto definitivo del Nodo di Perugia, presentate il 28 Luglio dal Comitato Verde Aglianese agli enti competenti (Ministero dell’ambiente e Tutela del Territorio, Ministero per i Beni ed Attività Culturali e Regione Umbria), e a cui ha aderito Perugia Civica (vd. comunicato stampa sotto e relativi articoli dei giornali) e Legambiente, c’è stato negli ultimi giorni un “sorprendente” attivismo ambientalista da parte della Regione dell’Umbria e del Comune di Perugia.
Attraverso diversi articoli sulla stampa locale, Regione e Comune hanno sottolineato all’unisono la necessità di fare le dovute verifiche di impatto ambientale dell’opera, di apportare quelle modifiche al tracciato che si rendessero necessarie per diminuire l’impatto stesso dell’opera, di voler (addirittura!) realizzare un’opera a “impatto zero” (come se un’opera di tale portata lo permettesse…).
Ci fa piacere, ma… è bene, a mio parere, fare almeno tre precisazioni:
1) il progetto definitivo dell’opera è stato depositato dall’Anas agli enti competenti il 28 maggio scorso. Fino al 28 luglio, ultimo giorno utile (trascorsi 60 gg. da legge) per presentare osservazioni, né la Regione dell’Umbria né tantomeno il Comune di Perugia hanno mai fatto dichiarazioni (perlomeno riportate dalla stampa) simili, che andassero cioè nella direzione di una salvaguardia e tutela dell’ambiente e delle comunità e dei territori in cui l’opera andrà maggiormente a pesare.
2) le 4 osservazioni contenute nel documento presentato da “Comitato Verde Aglianese - Perugia Civica – Legambiente” riprendono nella sostanza il contenuto delle osservazioni che il Ministero dell’Ambiente aveva fatto in precedenza agli stessi enti, osservazioni che, a loro volta, facevano riferimento a quanto già espresso dalla delibera Cipe sull’opera del 2006 (del 2006!).
3) la Regione dell’Umbria è l’ente proponente il progetto denominato “Nodo di Perugia” e, ovviamente, può portare avanti il progetto dell’opera solo con la piena o condizionata approvazione da parte del Comune di Perugia, dove l’opera interessa per la quasi totalità del tracciato. Bene, è alquanto bizzarro pensare che sia l’ente proponente a presentare o quantomeno condividere osservazioni e perplessità sull’opera che lui stesso ha proposto, e che muova tali osservazioni verso lo stesso Ministero dell’Ambiente che per primo le ha sollevate.
In politica è necessario affermare chiarezza di ruoli e coerenza di pensiero e azione. A domande da parte dei cittadini ci si aspetta risposte precise, un confronto aperto sui contenuti, non la trasposizione di ruoli e azioni solo di facciata.
Coerenza e trasparenza, null’altro.
La prima, per quanto riporto sopra, mi sembra che anche in questo caso sia mancata.
Per la seconda, faccio solo un esempio. La settimana scorsa il Comune di Roma ha pubblicizzato nelle 4 pagine centrali del Messaggero il progetto della nuova linea C (della metropolitana romana) con tanto di elenco dei soggetti sottoposti ad esproprio. Ho usato volutamente il termine “pubblicizzato”, perché una cosa è pubblicare (quello l’ha fatto anche la Regione dell’Umbria e l’Anas, è per legge!), un’altra cosa è pubblicizzare (cioè rendere realmente pubblica la cosa ai cittadini ).
Se qualcuno di voi, volesse prendere visione del tracciato del Nodo di Perugia (progetto definitivo!) deve fare richiesta scritta all’Anas di Roma (quando il progetto è depositato ovviamente all’Anas di Perugia) per avere una copia dell’opera (si tratta di oltre 10 faldoni di carta) entro (così dice la legge) 60 giorni.
Pietro Floris
Interessante è anche quest’articolo, che ci consiglia sempre Roberto, sul Passante di Mestre e Pedemontana Veneta… lettura estiva!


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