O l’inceneritore o la raccolta differenziata

Non si possono avere tutti e due: se si inceneriscono i rifiuti, come si fa a differenziarli? Cominciamo a sentire cosa ne pensano i cittadini di Perugia

Mentre si stanno facendo assemblee sulla raccolta differenziata, organizzate dall’assessore all’ambiente del Comune di Perugia e da Gesenu in alcuni quartieri cittadini, il Presidente di Gesenu e l’assessore Rometti non hanno dubbi: a Perugia bisogna realizzare un inceneritore (che continuano a chiamare con l’eufemismo di termovalorizzatore, o con la fumosa espressione impianto di trattamento termico), e nell’attesa,  poiché si continua nella pratica della raccolta indifferenziata, bisogna ingrandire la discarica di Borgo Giglione.
La verità è che la raccolta differenziata non decolla: i dati dal 2006 al 2010 danno uno spostamento di solo qualche cifra percentuale. Sono dati da cui non traspare una volontà seria, né un impegno economico che miri ad un effettivo aumento della raccolta differenziata. E non saranno le piccole (seppur lodevoli) iniziative degli ultimi mesi a spostare la realtà di una raccolta differenziata che non decolla: nelle zone veramente popolose, dove si potrebbe fare molta raccolta differenziata, non si muove niente.
Eppure, gli esempi non mancano nel mondo: San Francisco già nel 2000 era al 50% di differenziata: oggi è al 75% circa e punta a realizzare entro il 2020 il 100%. Oppure Los Angeles: 4 milioni di abitanti e nel 2009 già a quota 60%. Sono molti i comuni italiani che raggiungono tali livelli, non solo nel nord del paese: abbiamo ad es. il dato di Salerno, che a fine 2009 ha superato il 70% di raccolta differenziata.
E allora, ecco la spiegazione: se a Perugia la raccolta differenziata non decolla, si deve seguire la strada discarica-inceneritore! E del resto, perché avviare una seria raccolta differenziata, se tanto si è già deciso di fare l’inceneritore?
E’ ovvio che per l’inceneritore servono materiali combustibili, quali carta, plastica, ecc.: esattamente quelli che potrebbero essere raccolti in modo differenziato, magari per ricavarne un utile notevole come materie per l’industria.
Con la raccolta differenziata, i cittadini avrebbero anche effettivi benefici economici; ma l’inceneritore diventerebbe inutile. E invece l’inceneritore muove grandi interessi, che nulla hanno a che vedere con quelli dei cittadini.
Ecco: invece di affrontare la situazione con soluzioni all’altezza dei tempi, si creano le premesse per la crisi dei rifiuti e poi si invoca la necessità di fare l’impianto per l’incenerimento. Un film già visto, ma che si continua a far girare.
Che ne pensano gli amministratori cittadini? che ne pensa l’assessore all’ambiente del Comune?
Perché nelle assemblee che va organizzando non spiega a cosa servono quei pochi cassonetti colorati, mentre altrove probabilmente si è già deciso di costruire l’inceneritore?
E soprattutto, vogliamo cominciare a sentire cosa ne pensano i cittadini?

Perugia, 9 agosto 2010

Il Consiglio Esecutivo

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