Oligarchia e Democrazia – una analisi del presente per una strategia del futuro
Da queste due parole traggo lo spunto per una riflessione politica riferita alla nostra Italia nel suo insieme ma che può essere estesa a tutte le realtà politiche locali.
Prima degli anni ottanta del secolo passato, anni dell’ottimismo rampante per chi era presente e se lo ricorda, l’ideologia dei partiti era spesso riassumibile con una unica parola: c’erano il partito liberale, i repubblicani, i comunisti, i socialisti, i democristiani, i socialdemocratici, il movimento sociale e così via. Quelle parole-definizioni racchiudevano in se un preciso programma politico, per cui era impossibile sbagliare a votare: se un cittadino votava socialista, ad esempio, votava prima di tutto una ideologia, non una persona. Il rappresentante politico era colui che si proponeva, in quel momento, di portare avanti l’idea di quel partito. Naturalmente poi ogni partito aveva il suo “manifesto” che rappresentava la sua sintesi ideologica e che teneva conto delle origini filosofiche/economiche a cui era ispirato. I manifesti ideologici erano ben in vista e servivano proprio per attirare o respingere nuovi adepti.
Poi, con gli anni ottanta, tutto è cambiato. La tv privata ha invaso le nostre case, l’ascesa di Berlusconi ed i suoi corollari (Di Pietro, la Lega) hanno spazzato via le ideologie dei partiti trasformando il dibattito politico nel puerile contrapporsi di due individui, Berlusconi stesso contro il nemico di turno.
Il consenso ottenuto con l’azione mediatica, costante, puntuale, giornaliera, ossessiva…il contestuale impoverimento dell’azione culturale della scuola pubblica, sempre sottoposta ad umilianti tagli… l’invasione delle case da parte di poco utili apparecchi elettronici (tv, videoregistratori, telefonini, videofonini, videogiochi, playstation, wii ecc) hanno distratto, frastornato, sfruttato le nuove e le vecchie generazioni anestetizzandone la coscienza politica con una falsa percezione di benessere.
Per cui oggi si è berlusconiani o antiberlusconiani. Punto.
Tanti italiani si sono lasciati condurre in una folle, indolore, dolce morte politico/intellettuale col risultato di favorire l’instaurazione di un regime oligarchico a tutti gli effetti. Non a caso oggi l’attività legislativa è svolta prevalentemente dal governo in carica col frequente e umiliante ricorso al voto di fiducia, nonostante la larghissima maggioranza parlamentare di cui dispone. Le ultime decisioni a favore del nucleare, ad esempio sono state deliberatamente prese, contro gli interessi della maggioranza, il popolo, che da anni si era espressa contro il nucleare con un noto referendum.
Nondimeno l’oligarchia, di riflesso e assurdamente, permea anche quei partiti di sinistra la cui componente popolare, “dal basso” come si dice, dovrebbe rappresentarne la linfa vitale. Come ogni mostruoso drago sputafuoco si pensa debba essere sconfitto unicamente da un eroe dotato di superpoteri, così ai vertici della cosiddetta sinistra si alternano sedicenti supereroi i quali però falliscono miseramente ogni attacco sferrato contro il “drago sputafuoco”, che dopo ogni vittoria appare sempre più forte, arrogante, invadente ed esigente. Questo senza ascoltare la base, le sue reali necessità ed aspettative.
Personalmente credo che è ora di interrompere la strategia del testa contro testa che si è rivelata più volte infruttuosa. Grido con forza che bisogna avere il coraggio di far risorgere le idee politiche, trarre dalle vecchie ciò che può esse ancora attuale e inventarne di nuove se necessario, più adeguate ai tempi, e innalzare così bandiere piene di parole e idee e non di ulteriori, inutili “faccioni”. Idee espresse in modo chiaro, con significato inequivocabile, senza dubbi interpretativi.
Questo perché le idee sono immortali e non legate alla vita biologica di un individuo, sono immuni agli scandali, non sono corruttibili, non promettono posti in cambio di voti ma promettono solo ciò che significano, non compiono voltafaccia e soprattutto sono generate e portate avanti democraticamente dal popolo.
Auspico quindi un ritorno alla vera democrazia partecipata, con una decisiva rinascita politica delle idee, vera espressione del popolo che la esercita con rappresentanti liberamente eletti.
Roberto Pellegrino
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* Note
Definizioni di oligarchia e democrazia tratte dal vocabolario della lingua italiana “il DevotoOli” (ed. Le Monnier 2007) :
Oligarchia, regime politico caratterizzato dalla concentrazione del potere effettivo nelle mani di una minoranza, per lo più operante a proprio vantaggio e contro gli interessi della maggioranza.
Democrazia, forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti.


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