Perugia, cioccolato ed esercito alla sagra del consumismo.
(dal rapporto 2003 di Save the Children e TransFair Italia)
«…Pensavo che dopo aver lavorato nel campo di cacao della Costa d’Avorio ne sarei diventato il proprietario. Ho lasciato il Mali perché non c’è possibilità di guadagnare. Il primo giorno di lavoro ho capito che i miei sogni non si sarebbero mai avverati, …il capo mi ha detto che non mi poteva pagare per un anno intero perché doveva dare la mia paga all’uomo che mi ha portato nel campo in un camion. Ho pianto tutta la notte e ho cercato di scappare ma mi hanno catturato e picchiato».
Diabatè, 14 anni, lavora senza sosta dodici ore al giorno. E’ uno degli oltre 615.000 bambini “arruolati” forzatamente nelle piantagioni di cacao in Costa d’Avorio, Nigeria, Ghana e Camerun.
Caro Sindaco,
Leggo testualmente dal programma di Eurochocolate 2009:
Sarà l’Esercito Italiano, con la Banda dei Granatieri di Sardegna, ad inaugurare l’ edizione 2009 di Eurochocolate. Venerdì 16 ottobre alle ore 11.00 sfilando in formazione da Piazza Italia a Piazza IV Novembre la banda, al grido di Rompete le righe!, darà ufficialmente il via alla manifestazione. Da quel momento sarà possibile immergersi nel mare di dolcezze proposte dai numerosi partner della kermesse. Per i più ardimentosi, l’Esercito Italiano e Novi offrono anche l’opportunità di scalare, con l’ assistenza dei militari esperti, un’alta parete di cioccolato a forma di tavoletta per una prova di free climbing davvero curiosa.
Una scelta quantomeno discutibile, impropria, sicuramente una leggerezza da parte di chi è solito organizzare eventi non sulla base del messaggio culturale che essi propongono ma puntando unicamente al profitto. Il soldato “buono dei Granatieri di Sardegna” non sta in Abruzzo ad aiutare i terremotati ancora costretti a vivere sotto le tende, non sta a Messina a spalare il fango per recuperare le ultime vittime della frana, non sta nemmeno sulle coste battute dai barconi dei disperati in fuga dalla fame e nemmeno in giro per l’Italia a distribuire il vaccino per la nuova influenza.
Mi risulta difficile capire ed accettare che lavoratori dello stato (perché questo sono i militari) invece di essere utilizzati per fronteggiare le molteplici necessità di una nazione alla deriva, in termini di controllo del territorio, di sicurezza dei cittadini e dell’ambiente diventino mercenari di discutibili operazioni commerciali come Eurochocolate. A fianco a questo mi risulta difficile accettare che Perugia, città permeata di storia e simboli pacifisti, si presti ad operazioni di questo tipo senza considerare il pericoloso messaggio che ne deriva, un messaggio diseducativo nei confronti soprattutto delle giovani generazioni che sembrano sempre più abituate a considerare la presenza militare come un evento normale, quotidiano.
Giovani incapaci di percepire la gravità di quello che avviene ed accade nei territori militarizzati abituati ad edulcorare la parola guerra con il termine “missione di pace”. Sono consapevole che si tratta solo di una banda, ma una banda militare, credo che, in alternativa, si sarebbero potute coinvolgere tante altre valide formazioni bandistiche locali, che come valore aggiunto avrebbero portato ed espresso anche la cultura e la tradizione di un territorio. Questo non è che l’ ulteriore segno di un disinteresse generale nei confronti della città, della sua cultura e della sua storia quando in ballo ci sono gli interessi economici di sponsors importanti e pesanti come, in questo caso, la Nestlè.
Scalare una parete di cioccolato quando nel mondo milioni di persone muoiono di fame è un insulto all’umanità, scalare una parete di cioccolato considerando che quello stesso cioccolato è stato probabilmente prodotto sfruttando centinaia di lavoratori, anche minorenni, è un insulto ai diritti umani.
Claudio Santi


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