Sei milioni di euro a carico dei cittadini : ma chi ha deciso di spenderli e perchè?
Sei milioni di euro per percorsi pedonali meccanizzati non sono pochi se si considera che rappresentano circa un ottavo delle spese in conto capitale previste nel bilancio comunale e che, anche se si dovesse ottenere il contributo ministeriale del 60%, sarebbero comunque soldi pubblici. Sei milioni che potrebbero ancora aumentare, visto che nei quarantacinque giorni intercorsi tra l’approvazione degli interventi stimati in 5 milioni di euro (delibera n.30) e l’approvazione dei progetti preliminari (delibera n.71) sono cresciuti del 20%.
Per questo come cittadini dovremmo esigere che la decisione sia derivata da un’attenta valutazione dei costi previsti e dei benefici attesi, sia per la realizzazione che per l’esercizio degli impianti, come peraltro richiesto dall’articolo 3 della legge 211/92 che prevede il cofinanziamento ministeriale degli interventi.
Viceversa alcune delle motivazioni premesse all’approvazione degli interventi appaiono scarsamente fondate e coerenti con gli obiettivi. Infatti dove si afferma che “l‘Amministrazione Comunale ha, fra i suoi obiettivi principali, quello di riorganizzare il sistema della mobilità delle persone e delle merci, procedendo alla risoluzione dei problemi connessi alla viabilità, a vantaggio della qualità urbana e della diminuzione di inquinamento acustico ed atmosferico” si può facilmente obiettare che gli interventi previsti non avrebbero alcun impatto sulla diminuzione del traffico essendo collocati in zone totalmente pedonali, zone che per contro risentirebbero di una diminuzione del traffico pedonale a danno delle numerose piccole attività economiche e quindi non sembrano “coerenti nella politica di riqualificazione urbana attuata negli ultimi 30 anni a favore del centro storico della città”. Inoltre, essendo in particolare la zona nord del centro scarsamente servita da mezzi pubblici, si potrebbe verificare anche ad un aumento del traffico veicolare nelle adiacenza del parcheggio S.Antonio, zona nella quale il traffico è già particolarmente congestionato.
Ci si chiede infine perchè, tra gli interventi previsti nel PUM, non sia stata ancora data attuazione a quelli che prevedevano l’utilizzo dell’FCU come metropolitana di superficie, le navette dal parcheggio gratuito di Ponte Rio ed i piccoli bus a chiamata per servire le zone meno densamente popolate. Tutti questi interventi potrebbero realmente migliorare la viabilità a vantaggio della qualità urbana e della diminuzione di inquinamento acustico ed atmosferico.
Angela Cataliotti


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