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Serve una Campagna Elettorale Competente

Siamo oramai quasi alla fine di quella che è stata la mia prima campagna elettorale. Se dovessi trovare un solo aggettivo per definire questa esperienza troverei non poche difficoltà, sicuramente STIMOLANTE per il confronto e l’incontro con tante individualità che animano PERUGIA CIVICA come candidati e come sostenitori, STRESSANTE perchè non essendo politico di professione è significato aggiungere numerosi impegni ed incontri ad una agenda personale già congestionata, INTERESSANTE perché il contatto con la gente con le problematiche con le disillusioni con la rabbia mi ha fatto toccare con mano un rapporto cittadino politica che deve essere assolutamente recuperato portando nell’agire politico una nuova etica, una nuova professionalità. Sono stato più volte approcciato da promettenti voto o pacchetti di voti che chiedevano una promessa per un aiuto preciso nella realizzazione di un appalto o nella concessione di qualche permesso non ancora evaso dalla precedente amministrazione. Se ci sono tante persone che chiedono, e chiedono anche ad una forse come la nostra che si pone come nuova ed estranea alle logiche partitiche, significa che ci sono tanti altri candidati che queste promesse le fanno e che poi in cambio di voti probabilmente le mantengono. DELUDENTE perchè tanti voti promessi a me e a Perugia Civica, sono poi stati ritirati a seguito di pressioni, di promesse, di minacce, di ricatti morali per favori ricevuti in passato.

Insieme alla classe politica deve assolutamente cambiare il pensiero che i cittadini hanno della politica e della sua funzione, e questa sarà una sfida culturale che Perugia Civica deve assolutamente raccogliere. Ed infine ho apprezzato la serietà e la professionalità dei nostri candidati nel parlare e rapportarsi con la gente avendo avuto modo di fare incontri insieme a Diego, Mariano e Renzo, incontri in cui la copresenza di candidati dava chiara evidenza del disinteresse all’affermazione personale rispetto al successo del progetto della lista, incontri in cui ciascuno contribuisce con la propria esperienza e competenza.

Ieri sera ho assistito ad un incontro organizzato dal Partito Democratico, incontro con La candidata locale, un candidato alla provincia incapace di articolare un discorso di senso compiuto, il nostro amato Locchi che si è spericolato in vetero proclami autocelebrativi ed il candidato alle Europee Domenici (sindaco di Firenze) Quest’ultimo ha parlato in maniera competente e moderata di recupero della fiducia e delle professionalità politiche a partire dalle esigenze della gente e dalla ritrovata compattezza della sinistra. Peccato che, finito il comizio , privatamente visto che le  autocelebrazioni non prevedono il confronto e la possibilità di intervenire, ho chiesto spiegazioni sulla posizione del PD nelle votazioni della Direttiva Bolkenstein, sella risoluzione sull’acqua del 12 Marzo 2009, della direttiva sui rimpatri e della direttiva Fava, ho chiesto perchè il PD avesse votato a favore di queste direttive esattamente come iDV e PDL lasciando soli  parte di Sinistra e Libertà e Rifondazione che hanno invece espresso parere contrario, ho spiegato che soprattutto sull’acqua e la possibilità della sua privatizzazione era stato per me un atto scellerato ed incomprensibile, ….. la risposta del CANDIDATO ALLE EUROPEE è stata ”non so esattamente i termini di queste leggi e delle votazioni io ero sindaco di Firenze e non sono ancora andato al Parlamento Europeo”.

Credo caro Sindaco che lei candidandosi avrebbe dovuto essere 
informato su quello che il Parlamneto Europeo ha fatto negli ultimi 5 mesi, altrimenti continuiamo a parlare per proclami e frasi fatte, svuotando di significato ogni discorso, ed allontanando sempre di più la politica dalla gente.

Claudio Santi

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